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«The Equalizer fa 50 morti a film, ma non è cattivo»

«The Equalizer fa 50 morti a film, ma non è cattivo»

guido-tedoldi
19 giu 2026 3 min
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The Equalizer, nella versione cinematografica interpretata da Denzel Washington, è un vendicatore molto capace nell’uso delle armi (perché in passato ha lavorato per la Cia) che quando si arrabbia uccide decine di persone. Tuttavia non è un serial killer psicopatico.

The Equalizer, nella versione cinematografica interpretata da Denzel Washington, è un vendicatore molto capace nell’uso delle armi (perché in passato ha lavorato per la Cia) che quando si arrabbia uccide decine di persone. Tuttavia non è un serial killer psicopatico. Perché? Perché sta con noi, che siamo i buoni. Non ammazza nessuno di noi bensì tutti gli altri, che sono i cattivi.

Ehm, qui devo specificare. Come prodotto culturale, The Equalizer nacque negli Usa nel 1985, come serie televisiva, prodotta dalla Nbc fino al 1989 (diverse info si trovano online su la Wikipedia, al link https://it.wikipedia.org/wiki/The_Equalizer_(franchise).

Il prodotto fu ripreso nel 2014 dal regista Antoine Fuqua e dall’attore Denzel Washington, che ne fecero 3 film (gli altri 2 nel 2018 e 2023) che incassarono complessivamente quasi 600 milioni di dollari in tutto il mondo – ed è di questi film che intendo parlare qui.

Ma il franchise è stato continuato in altre versioni per sfruttare il successo al botteghino. Dal 2021 al 2025 si produsse un’altra serie tv, accompagnata in libreria da 4 romanzi scritti dallo sceneggiatore originale, Michael Sloan.

Le vittime di Equalizer sono varie. Nel primo film si tratta dei suoi ex compagni di lavoro nella Cia. A causa delle mutate condizioni geopolitiche, gli ex compagni si sono dati alla vigilanza privata, e si fanno pagare per uccidere. Equalizer li elimina gratis, per spirito etico.

Nel secondo film i cattivi sono i dipendenti di un oligarca russo che guadagna miliardi dal commercio internazionale (di prodotti legali, occasionalmente, ma soprattutto di droga e esseri umani). Quando capisce di cosa si tratta, Equalizer si fa uno scrupolo di chiedere alla Cia se può procedere allo sterminio... non vorrebbe danneggiare eventuali interessi occulti degli Usa. Quando lo rassicurano che non c’è problema, lui procede.

Nel terzo film la scena si sposta in Sicilia, dove una famiglia mafiosa ha nascosto l’importazione di droga dalla Siria sotto le mentite spoglie di un commercio di vino. Non c’è problema, famiglia mafiosa sterminata. Da un’altra parte, nei pressi di Napoli, c’è un paesino di persone simpatiche dove una famiglia di camorra vuole allargare i propri interessi. Non c’è problema, Equalizer stermina pure la camorra.

Sembra tutto come da consuetudine delle fiction statunitensi: i buoni sono buoni finché i cattivi non si allargano troppo; in quel caso i buoni chiamano l’eroe che risolve le cose a cazzotti e cannonate. Ma qui c’è Denzel Washington, che ha la faccia di quello cui dispiace fare del male alle persone, anche se sono cattivissime. Lui non vorrebbe, davvero... però come si fa a sopportare troppa prepotenza? Lui è sempre calmo, sorride, beve soltanto tè, è una pasta d’uomo. Davvero.

Anche quando ammazza è pulito, efficiente. Fa tutto con velocità ma perché così procura meno dolore alle sue vittime.

È proprio la sua calma che rassicura i buoni. Equalizer utilizza gli stessi metodi dei cattivi, anzi è più efferato di loro. Ma è un buono, vero? Cioè, non è che un domani cambia idea e stermina anche chi è stato suo amico... no?

E comunque a un certo punto i film finiscono e lui è ancora buono. Ok, in uno dei film lo ha fatto, di ammazzare i suoi ex amici. Ma lì era colpa loro che hanno cambiato bandiera. Vero?

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