Oriana Fallaci è stata una delle voci più forti e autorevoli del giornalismo italiano del secolo scorso. Il suo pensiero era diretto, senza compromessi, e spesso faceva discutere per le sue posizioni. Al centro delle sue idee c’erano tre parole: libertà, verità e, non ultimo il coraggio. La prima parola chiave per lei era libertà. Nata a Firenze nel 1929 e cresciuta durante la Resistenza, la Fallaci ha sempre odiato ogni forma di potere che cercava di imporre un pensiero unico. Da giovanissima aiutò suo padre, fervente antifascista, a trasportare munizioni durante l'occupazione tedesca di Firenze. Debuttò come giornalista ancora studentessa al «Mattino dell'Italia centrale», ma da lì, la sua prima avversione al potere che le costò la collaborazione perché si rifiutò di scrivere un articolo contro Togliatti. Gli anni successivi furono ricchi di collaborazioni con le principali testate italiane e non solo. Visitò il mondo anche come reporter di guerra in Vietnam. In questo periodo, proprio nel 1968 abbandona improvvisamente il fronte di guerra per tornare negli Stati Uniti a seguito della morte di Martin Luther King e di Robert Kennedy e delle rivolte studentesche di quegli anni che colpiranno gli USA. Sul tema delle contestazioni di quel periodo contro il sistema c'è una frase significativa che esplica pienamente il suo pensiero. La troviamo in «Niente e così sia» dove si burla di alcuni atteggiamenti dei manifestanti dove ci sono «i vandalismi degli studenti borghesi che osano invocare Che Guevara e poi vivono in case con l'aria condizionata, che a scuola ci vanno col fuoristrada di papà e che al night club vanno con la camicia di seta.» Questo era un piccolo esempio della scrittura pungente della Fallaci. Descrivere la vita complessa e poliedrica di questa fiorentina doc non è per nulla facile, anzi. Nella sua lunga carriera ha intervistato gli uomini più potenti del pianeta, ha calcato scenari di guerra, ha discusso contro tutti quelli che erano a favore di dogmi e regole imposte. Nel corso della sua vita ha ricevuto moltissimi premi e riconoscimenti tra cui anche l'Ambrogino d'oro nel 2005 dalla città di Milano. Morì nella sua amata Firenze il 15 settembre 2006.
Possiamo riassumere brevemente il suo pensiero in poche frasi per rendere omaggio a a una donna che non si è mai piegata di fronte al potere. Non sopportava i dogmi, questo no, né quelli religiosi né quelli politici. Diceva di non avere padroni. Criticava governi, partiti, Chiesa e istituzioni. Per lei il compito del giornalista era uno solo: difendere il cittadino contro chi comanda. Voleva un uomo libero di pensare, di parlare e anche di sbagliare. La seconda parola era verità. Fallaci non credeva nel giornalismo freddo e distaccato, quello asettico. Nelle sue interviste famosissime a personaggi come Kissinger, Gheddafi e Khomeini, faceva domande scomode e non si tirava indietro. Scriveva in prima persona, raccontava le sue emozioni, la sua rabbia, la sua paura. Pensava che fingere di essere «oggettivi» fosse ipocrisia. Nei suoi libri come «Lettera a un bambino mai nato» e «Un uomo» ha parlato di temi difficili: amore, guerra, aborto, morte. Lo ha fatto con una lingua dura, senza giri di parole, un linguaggio schietto. Per lei dire la verità voleva dire anche dire quello che fa male e che ferisce. La terza parte del suo pensiero è nata dopo l’11 settembre 2001 con l'attentato alle Torri Gemelle negli USA. Con i libri «La rabbia e l’orgoglio» e «La forza della ragione» Fallaci ha attaccato l’estremismo islamico e ha difeso con forza i valori dell’Occidente. Aveva paura che l’Europa, per non offendere nessuno, stesse rinunciando a libertà di parola, diritti delle donne e democrazia. Queste idee hanno diviso molto l’opinione pubblica. Le sono arrivate critiche, denunce, ma anche tanti applausi. Ma lei non ha mai cambiato opinione su questo. Il pensiero della Fallaci era pieno di contraddizioni. Era di sinistra da giovane e poi molto critica verso la sinistra. Era atea ma parlava delle radici cristiane dell’Europa. Era femminista ma non amava le quote rosa. Lei però non cercava necessariamente di piacere a tutti. Cercava solo di essere coerente con quello che pensava in quel momento. Il messaggio di Oriana Fallaci è semplice: non avere paura. Paura di dire no, paura di restare soli, paura di pensare con la propria testa. Che piaccia o no, la sua voce ha costretto tutti a scegliere da che parte stare. E forse questo era esattamente quello che voleva.