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Debiti scolastici 2026: la mappa dei rimandati nel Belpaese

Debiti scolastici 2026: la mappa dei rimandati nel Belpaese

attualità
13 set 2026 4 min
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Esami di riparazione: in Italia un alunno su sei ha avuto il debito. Dati Ministero 2026: Valle d'Aosta 27,5% e Liguria 23,5% maglia nera, Puglia solo 10,1%. Istituti tecnici i più severi con 22,6% di studenti con giudizio sospeso. Matematica e inglese le materie più temute. Le prove svolte entro l'8 settembre, La tendenza? Nord rimanda e il Sud boccia.

Settembre 2026. Sono ormai conclusi i recuperi dei debiti formativi, terrore di studenti e famiglie. Ma cosa è successo in quest'ultimo anno scolastico? Quali sono i dati nelle regioni del Belpaese? A essere chiamati in causa sono gli studenti con giudizio sospeso, i «rimandati a settembre», che in questi giorni hanno concluso gli esami di riparazione. La fotografia che arriva dal Ministero dell'Istruzione dice che l'Italia della scuola è spaccata in due. Vediamo insieme i numeri del nostro Paese.

La maglia nera va alla Valle d'Aosta: 27,5% di ragazzi con giudizio sospeso a giugno, più un ulteriore 7,5% di bocciati diretti. Tradotto: più di un ragazzo su quattro è tornato a scuola per sistemare la propria posizione scolastica. Subito dopo c'è proprio la Liguria, con il 23,5% di giudizi sospesi. Seguono Veneto e Sardegna al 22,9%, Lombardia e Friuli Venezia Giulia al 22,7%.All'estremo opposto il Mezzogiorno. In Puglia solo il 10,1% degli studenti ha un debito. Calabria 10,7%, Campania 11,1%, Sicilia 11,2%, Basilicata 11,8%. Non è più clemenza, è proprio un modello diverso di valutazione: al Sud si boccia di più subito a giugno, al Nord si rimanda più spesso a settembre. Caso a parte il Trentino Alto Adige. Lì i debiti non esistono da trent'anni: le insufficienze si recuperano durante l'anno successivo. Ma non è una scorciatoia: il tasso di bocciature dirette è del 6,8%, tra i più alti d'Italia.

Parlando invece di istituti tecnici e professionali le questioni sono diverse. Se guardiamo l'indirizzo di studi, la selezione più dura non è al liceo. Infatti negli istituti tecnici quasi un ragazzo su quattro, il 22,6%, hanno avuto un giudizio sospeso, e il 7,9% bocciato subito senza appello. Sono il percorso con più debiti in assoluto. Negli istituti professionali solo il 14,9% di rimandati, meno dei licei, ma la bocciatura diretta sale all'8,6%. Selezione più netta: o vai avanti, o ti fermi. Nei licei la media è del 13,4% con giudizio sospeso.

La materia che fa più paura agli studenti italiani? E' sempre lei, la matematica, eterna nemica. Non sorprende quindi la classifica dei debiti. Infatti, proprio al primo posto c'è matematica, debito più comune in tutti gli indirizzi di studio. Poi inglese e le materie d'indirizzo: chimica, fisica, economia aziendale per i tecnici. Ricordiamo però che il giudizio sospeso non è una bocciatura. È un «decidiamo a settembre». Il consiglio di classe può dare fino a un massimo di tre materie. Oltre le tre insufficienze gravi, scatta la non ammissione diretta. Le prove di recupero si sono svolte tra fine agosto e i primi di settembre, con esiti che devono essere comunicati entro l'8 settembre, prima dell'avvio delle lezioni e la formazione delle nuove classi. Chi non si è presentato ai propri impegni è automaticamente bocciato. Novità di quest'anno: conta anche la condotta. Finalmente, possiamo aggiungere senza mezzi termini. Infatti con 6 in condotta alle superiori scatta un debito in educazione civica con elaborato critico da consegnare. Con 5 alle scuole medie, bocciatura automatica. Da una rapida analisi emerge che le regioni del Nord tendono a usare il debito come strumento didattico, un «ti do un'altra possibilità». Al Sud si tende invece a promuovere con qualche insufficienza o a bocciare subito. Come ogni anno per le famiglie il tema del fine agosto e dei primi di settembre è una corsa contro il tempo tra ripetizioni, registro elettronico da preparare, libri introvabili e costi sempre più esorbitanti con una scuola dell'obbligo che spesso continua a non fornire quanto necessario. Una corsa frenetica contro il tempo, fra carovita, un briciolo di vacanza e nuovi impegni. Ma ormai tutto si è pressoché concluso. Le nuove classi sono formate, gli esiti sono usciti, i pianti ormai conclusi. La vera domanda però non è quanti debiti diamo, ma quanti ne recuperiamo davvero di quelle carenze. Quanto la matematica poi continuerà a essere lo spartiacque tra chi va avanti e chi resta indietro in questo nostro Belpaese?

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