Con il suo ultimo libro da pochi giorni in libreria per i tipi della Rizzoli, «L'incredibile non si può dire a tutti», Franco Arminio offre ai suoi lettori un altro pezzo di bravura letteraria. Il poeta di Bisaccia ha fatto sapere che ha dedicato moltissimo tempo alla scrittura e alla cura di questa raccolta, della quale esistono quaranta stesure diverse nell' arco di più anni. Ancora un libro di poesie d' amore, il tema universale per eccellenza, che Arminio affronta senza orpelli retorici e con una sincera quanto potente vena creativa. Versi urgenti e necessari in un tempo attraversato dall' aggressività e dall' odio. Arminio ci ricorda che «Il ritorno al Romanticismo/ è urgente», perché viviamo il tempo della fine della pace, che nessuno aveva previsto essere così crudele. Nel suo canzoniere il Nostro si rivolge a una donna, verosimilmente la sua compagna, le cui fattezze di rado sono evocate e magari per descriverla Arminio ricorre alla forza delle analogie, che aggiungono un' ulteriore nota di mistero alla sua musa: «Il volto greco, gli occhi/da icona bizantina, l' odore del respiro,/le ciglia come gli ori di Taranto». Con lei accanto o nel cuore, il poeta si sente sospeso tra una forza che lo porta oltre la natura e il corpo dell' amata, da una parte, e il richiamo della carne col desiderio di vivere questo amore da anziano come fosse un primo amore adolescenziale, dall' altra. Più volte l' autore associa il ricordo della sua amata a immagini della natura e del cosmo: «La luna si ferma/ durante il nostro abbraccio»; «A turno uno di noi/ sia cielo/ e l' altro muto arcobaleno»; «Sei tu la pioggia/ che sbatte sulla terra». È commovente la tenerezza con cui egli le si rivolge quando si ferma per osservarla: «Il tuo corpo è come una puntina/da giradischi, basta un poco/di polvere per farlo soffrire.» C' è anche la paura che questa storia d' amore possa finire, dietro l' agguato dell' incomprensione, del tradimento e del rancore. Tuttavia chi scrive ne canta la necessità e l' urgenza con dei versi esatti ed essenziali. Il dettato poetico di Franco Arminio, così cristallino e di facile lettura, nasconde una cura estrema. Il suo stile è sorvegliatissimo e tributario del canone linguistico, si veda il sonetto perfetto a pagina 59 e si invita a scovare i numerosi endecasillabi tra le varie poesie.
Questo fiume ben calibrato di parole e suoni va a confluire, al termine del libro, in un poemetto, «L' euforia», nel quale lo scrittore si confessa ai suoi lettori nella sua difficoltà a stare nel mondo( scaraventarmi/fuori dalla trama...fuori dalla vena senza sangue/in cui fanno le leggi e le guerre/ e i commerci e anche gli amori. Un inno alla vita e alla solidarietà tra tutti gli uomini. L' unica strada percorribile per un mondo che facciamo ancora in tempo a salvare.