Salta al contenuto principale
3.85k
Accessi
113
Pagine mese
276
Articoli letti
Perché gli adulti in Italia non leggono più? Dati e cause di un fattore che impoverisce

Perché gli adulti in Italia non leggono più? Dati e cause di un fattore che impoverisce

attualità
24 set 2026 3 min
62

La situazione è allarmante? In Italia il 76% degli adulti si dice lettore, ma solo il 57% ha letto un libro nell'ultimo anno. Crolla il tempo dedicato alla lettura e i lettori forti sono solo il 10%. Leggono più donne che uomini, più giovani che adulti, più al Nord che al Sud. Il 35% fa fatica a capire ciò che legge.

In Italia si dice di leggere. Ma non si legge davvero. Secondo l'ultimo rapporto ISTAT 2024, solo il 57,1% degli italiani sopra i 6 anni ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi fuori da scuola e lavoro. Era il 59,4% nel 2015. Stiamo scendendo, non salendo. I dai sono impietosi. Oltre 23 milioni di persone non hanno sfogliato neppure un libro in un anno. Un numero davvero impressionante di non-lettori che magari poi giocano a fare i professori di storia su Facebook pur non conoscendo i fatti commentando fatti di cronaca sulla guerra in Ucraina. Sì, possiamo parlare di aridità culturale. L'Associazione Italiana Editori però racconta un altro numero, solo apparentemente più ottimista: nel 2025 il 76% degli adulti tra i 15 e i 74 anni, circa 33,9 milioni, si dichiara lettore. Sì, ma cosa intendiamo per lettore? Anche chi ha letto mezzo libro di cucina, un fumetto o ascoltato 10 minuti di un audiolibro rientra nel conteggio. Sì, forse è il caso di capire meglio.

Ecco il vero nodo: crescono i lettori occasionali, crollano i lettori forti. Solo il 10% della popolazione legge tra i 13 e i 30 libri l'anno. Il 37% dei lettori legge al massimo 3 libri all'anno. Il problema non è quanti, ma quanto. Nel 2022 il 72% dei lettori apriva un libro almeno una volta a settimana. Nel 2025 siamo al 61%. Chi legge solo qualche volta al mese è passato dal 26% al 38%. Il tempo medio dedicato alla carta è sceso da 3 ore e 32 minuti a 3 ore e 7 minuti a settimana. Mezz'ora in meno che sembra poco, ma sono 26 ore l'anno. Un libro intero perso. Chi resiste? Le donne. L'81% delle donne si dice lettrice contro il 72% degli uomini. E poi i ragazzi. Tra i 15 e i 17 anni, l'89% si dichiara lettore, in crescita del 5%. Leggono per condividere, per postare, per appartenere a una community su TikTok e Instagram.

È il fenomeno BookTok, che ha il merito di aver riportato il libro al centro, ma con una lettura spesso veloce, emozionale, poco approfondita. Poi c'è la frattura che nessuno vuole vedere: quella territoriale e sociale. Al Nord si legge quasi il doppio che al Sud. In molte province del Sud c'è una libreria ogni 30 mila abitanti, al Nord una ogni 12 mila.

Dove non c'è libreria, non c'è bibliotecario, non c'è un festival, non nasce un lettore. E c'è l'ultimo dato, il più duro. Secondo l'OCSE, il 35% degli adulti italiani è analfabeta funzionale. Sa decodificare le parole, ma fatica a comprendere un testo argomentativo, un contratto di affitto, un bugiardino, le istruzioni per il voto. Non è colpa degli adulti che non leggono. È colpa di un sistema che ha reso la lettura un lusso in termini di tempo, spazi e costi. Un libro costa in media 16 euro. Una famiglia con due stipendi precari fa altre scelte legata forse più ai bisogni primari. Cosa possiamo fare? La pedagogia della lumaca ci insegna tre cose semplici. Uno: dieci minuti al giorno valgono più di un libro al mese lasciato a metà. Due: leggere ad alta voce ai figli fino a 10 anni aumenta del 40% la probabilità che diventino lettori forti. Tre: le biblioteche funzionano. Il 14,9% degli italiani ci è andato almeno una volta nel 2024, un presidio gratuito che resiste. Non serve leggere di più. Serve leggere meglio. Tutti i giorni.

Commenti 1

Guido Tedoldi
Queste statistiche, forse, sono incomplete. Nel senso che, mi pare, l’Aie e gli altri enti incaricati di monitorare gli stili di lettura mancano di considerare lo strumento più utilizzato al mondo per la lettura: lo smartphone. Va bene che si tratta di uno strumento non convenzionale per questi fini. Chi ha in mano lo smartphone, perlopiù, interagisce sui social e guarda video. Tuttavia le pagine sono piene di parole. Che siano post, status, e-mail, chat. Praticamente le persone non fanno altro che leggere. Poi bisogna vedere la qualità, di quella lettura. Certi libri sono insuperabili come stimolante per il pensiero.