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«Cinque autori da (ri)leggere a settembre»

«Cinque autori da (ri)leggere a settembre»

attualità
8 set 2026 3 min

Alighier, Remarque, Tolkien, Moravia e Brancati sono accomunati dalla scomparsa nel mese di settembre. Sono autori che hanno segnato la letteratura in modo significativo. Ecco una piccola riflessione per poter tornare a scoprirli (o a conoscerli) per questo nuovo avvio verso l'autunno.

Settembre è un mese di inizi, ma per la storia della letteratura è anche un mese di addii. Molti degli autori che hanno segnato i nostri scaffali e i nostri studi sono morti proprio in queste settimane, tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. Un «periodo di mezzo» direbbe qualcuno. In questo breve articolo volevo citarne solo alcuni per non tediarvi poi troppo. Il più «datato», ma per questo non meno conosciuto è Dante Alighieri, fiorentino. Di lui ho parlato anche dell'amore sublimato anche nel mio ultimo libro sugli adolescenti. Padre della letteratura italiana Dante ci lasciava la notte tra il 13 e il 14 settembre 1321 a Ravenna, dopo l'esilio e dopo aver regalato al mondo la Divina Commedia che non ha bisogno di presentazioni. Dopo secoli, sette per la precisione, è ancora l'autore più cercato e studiato in Italia. Un altro addio pesantissimo è quello di J.R.R. Tolkien, scomparso il 2 settembre 1973. Senza di lui non esisterebbe il fantasy moderno e probabilmente nemmeno tutti quei film ispirati a questo genere che personalmente non amo poi molto. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli continuano a vendere milioni di copie e a far sognare nuove generazioni e ispirando registi e autori del genere. Hermann Melville ci lasciava invece nel settembre 1891. Autore di uno storico libro, Moby Dick che, in realtà, quando uscì fu un flop assoluto a livello editoriale. Oggi è considerato invece uno dei romanzi americani più importanti di sempre. Questo fallimento editoriale ci ricorda che il successo non sempre è immediato. Dopo il flop Melville scrive un piccolo libro Bartleby lo scrivano, che a me è piaciuto moltissimo. Una storia fatta di alienazione del lavoro d'ufficio e di difficoltà del vivere, ma il mio suggerimento è sempre: leggetelo e mi fate sapere. Più vicino a noi, il 26 settembre 1990 muore Alberto Moravia, un gigante che non ha bisogno di presentazioni. Con Gli indifferenti ha raccontato la noia e l'ipocrisia della società borghese nata nell'Ottocento, il suo finto iperbenismo che la contraddistingue nonché tutte le contraddizioni dei personaggi che la interpretano. Nessuno è riuscito mai come lui a meglio fornirne un'immagine così limpida. Di lui amo molti i racconti che ti lasciano lì, a pensare. Il 25 settembre 1970 muore invece Erich Maria Remarque, che con Niente di nuovo sul fronte occidentale ci aveva insegnato l'orrore della guerra e la violenza di un conflitto. Il 25 settembre del Secondo dopoguerra, nel 1954, se ne va anche Vitaliano Brancati, un autore siciliano come lo è Camilleri, ironico e amaro autore di un testo che ha fatto scuola: Il bell'Antonio. Rileggerli a settembre non è un caso, ma quasi un bisogno. È il mese in cui si torna a scuola, si ricomincia a scrivere, dove le pause sono finite e i pretesti altrettanto. Cinque spunti di riflessione per tornare a sognare con i libri. Sì, settembre è il mese dell'avvio, l'avvio di nuove storie e nuove emozioni. Ricordare quegli autori che non ci sono più è il modo migliore per trovare ispirazione e per averli ancora un pochino con noi.

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