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«Riflessioni sullo sport»

«Riflessioni sullo sport»

articolo
23 giu 2026 4 min
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La nostra Daniela Bacis ha deciso di regalarci una riflessione sullo sport e i valori. Un articolo inusuale per le nostre pagine, ma che abbiamo deciso di accogliere per dare forza a un elemento cruciale dei nostri figli: le attività sportive

Care mamme,

la scuola è finita da ormai qualche giorno e con essa attività, annesse e connesse, che riempiono le giornate dei nostri ragazzi durante l’anno scolastico. Molte di noi tirano un sospiro di sollievo, è finito il periodo di fare le “tassiste” avanti ed indietro dai centri sportivi, per chi ha come me due figli, anche quattro volte in una giornata. E alla fine di questi mesi intensi, di corse, di piatti preparati “alla bell’ e meglio” tra un allenamento e l’altro, di compiti terminati dopo l’ora del crepuscolo, mi sono chiesta se scegliere di dare spazio allo sport valesse davvero la pena.

Mi sono guardata indietro e ho pensato a tutte le volte che ho visto arrivare mio figlio da scuola in preda ad emozioni forti: la rabbia per la risposta di una prof, la delusione per un voto non raggiunto, l’esasperazione per il carico di studio, l’umore a terra...Ripensarlo, poi, tornato da un allenamento, con il sorriso sulle labbra, e di li a poco, sentirlo cantare sotto la doccia, felice e spensierato. Ho pensato a tutte le volte che, nonostante la stanchezza per aver passato un intero pomeriggio sui libri, non avesse mai pensato di saltare un allenamento. Ho ripensato alla determinazione ed alla costanza che lo sport gli ha insegnato, al non mollare mai, nonostante tutto. Ho ripensato al percorso di questi anni, quando ancora piccolo era pieno di paure ed ansie, e a quanto questo percorso lo abbia aiutato a credere in se stesso. Per tutte le volte che non si è sentito all’altezza, ma alle spalle aveva un allenatore che credeva in lui, tanto da nominarlo capitano. Ho riflettuto sulla fortuna di avere allenatori che credono in questi ragazzi, quando tutto il mondo, oltre le mura di casa, non ci crede più. Un ringraziamento doveroso lo devo sicuramente a loro. Agli allenatori che trasudano valori, non palesandoli a parole, ma attraverso gesti e comportamento, mostrandosi rispettosi verso se stessi e verso gli altri. Agli allenatori che portano avanti le loro idee, senza alzare mai la voce contro gli avversari o l’arbitro, anche quando non ne condividono le scelte. Agli allenatori che danno regole e le fanno rispettare, che fanno la “ramanzina” quando è necessario, ma che sanno anche lodarti quando, dopo qualche minuto, l’azione è buona, perché sanno che è il comportamento che può essere sbagliato, non la persona. Agli allenatori che premiano l’impegno e la dedizione, perché lo sport insegna che non è tutto e subito, che serve sacrificio per raggiungere certi traguardi, che raggiungere un obiettivo o una vittoria, dopo tanta fatica, ha un sapore speciale e unico. Agli allenatori che non guardano solo il risultato sportivo, ma hanno a cuore la crescita di ogni ragazzo, che ti fermano per strada e ti dicono ”ti aspetto in allenamento”, perchè ci tengono davvero, perchè per loro non sei solo il numero che porti sulla divisa. Agli allenatori senza i quali un ragazzino potrebbe essere perduto. Agli allenatori che vedono e coltivano ancora qualcosa di buono nei nostri figli, che aiutano le famiglie nel difficile compito dell’ educare, perchè da soli è difficile, da soli non si può, perchè come dice un antico proverbio africano “per crescere un bambino ci vuole un villaggio”.

Sport, inoltre, non è solo prestanza fisica, è condivisone, è amicizia, è tempo di risate, è tempo di qualità. E quest ’aria sana, in casa, la respirano anche i fratelli. Se vedi un fratello maggiore appassionato, questa passione la respiri anche tu, perché per te lui è un modello. Certo, avere due figli che fanno sport è impegnativo, stancante, soprattutto quando aspetti in macchina alle dieci passate di sera l’uscita dagli spogliatoi, tra uno sbadiglio e l’altro. Ci sono week end in cui vedi più allenatori che parenti, il che, alle volte, potrebbe non essere così negativo, ma, scherzi a parte, se questo è il prezzo da pagare per sentire un adolescente cantare felice sotto la doccia, allora non hai dubbi, scegli di essere una madre che sceglie lo sport.

Durante l’ultima riunione della squadra di basket di mio figlio, ho sentito questa frase: “Se nel 2026 un ragazzo a quattordici anni ama ancora il basket e passa i pomeriggi a giocarci insieme agli amici, in fondo, cosa vogliamo di più” . Che dire, non mi resta che condividere.

Una madre che ha scelto lo sport

Commenti 1

Silvia
Belle parole, condivido pienamente e sono sicura che quello che hai scritto rispecchia in qualche modo i nostri figli grazie