Qualche giorno fa un’amica raccontava di certi lavori di ristrutturazione che sta facendo a casa. Li descriveva «come un trasloco» perché ha dovuto spostare la sua biblioteca da 8000 libri per poi rimetterla a posto. Mi è sovvenuto che siamo in una bellissima epoca, se una persona può possedere 8000 libri. E c’è chi ne ha di più. Umberto Eco, per esempio, diceva di averne 50000 nella biblioteca di casa, più altri non meglio contati in università e altri posti.
Quando ero ragazzo lessi un libro (ah ah) di Roberto Vacca, che nella sua, di biblioteca, possedeva 10000 libri – parecchi suoi ma anche ereditati da suo padre e suo nonno, che avevano avuto una ricca vita intellettuale. Era un’altra epoca, 10000 sembravano tantissimi, ma d’altra parte il libro cartaceo era un oggetto meno reperibile rispetto a oggi. Lo si doveva per forza comprare in libreria, in formato fisico. Non c’erano gli e-book scaricabili da numerosi siti web, e ogni anno gli editori producevano poche migliaia di titoli nuovi – poco a che vede con quelli odierni, dove solo in Italia vengono pubblicati più di 82000 titoli nuovi l’anno, secondo dati Aie, l’associazione di settore degli editori medesimi.
Nella mia biblioteca personale di libri fisici ce ne sono circa 4000. Poi ho un hard disk da 1 TB che ne contiene, ehm, più di 100000, mi pare.
Secondo alcuni dati, in Italia si legge pochissimo rispetto al resto del mondo (ne ha parlato su Glimmo Valentina Pace, al link: https://glimmo.it/articoli/perche-gli-adulti-in-italia-non-leggono-piu-dati-e-cause-di-un-fattore-che-impoverisce). Ma chi legge, be’, abbonda sempre di più.