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«Siamo noi adulti i veri dipendenti da social?»

«Siamo noi adulti i veri dipendenti da social?»

attualità
10 set 2026 4 min
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Ma davvero siamo noi adulti i veri dipendenti dai social? Per anni abbiamo detto ai figli di spegnere il telefono in tutte le formule e in tutte le salse. Li rimproveriamo spesso per l'eccesso di utilizzo. E noi? Poi abbiamo guardato il nostro tempo di utilizzo. Non sono i sedicenni i veri dipendenti, siamo noi. Adulti di quarant'anni che alle sette del mattino postano frasi motivazionali o la tazza del caffe per dire semplicemente: esisto, ci sono anch'io. Abbiamo trasformato ogni pausa sul lavoro in uno scroll, ogni silenzio in rumore che ci evita di pensare davvero ad altro. Un dato su tutti: l'8,5% delle persone tra i 35 e i 49 anni passa più di nove ore al giorno davanti a uno schermo.

Per anni abbiamo detto ai nostri figli di spegnere il telefono. Poi abbiamo guardato le nostre statistiche e ci siamo ammutoliti. Il 59° Rapporto Censis del 2025 dice una cosa che nessuno si aspettava o meglio, non tutti. Questo rapporto ci fornisce dati davvero preoccupanti. Non sono i ragazzini a vivere incollati allo schermo. Il 46% degli italiani tra i 16 e i 64 anni passa più di quattro ore al giorno su un dispositivo per motivi non legati al lavoro. Spesso invece utilizziamo il lavoro come alibi per «mascherare» il nostro utilizzo continuo di fronte alla famiglia. Tra gli adolescenti è il 64%. Sembra tanto, finché non leggi la riga dopo: l'8,5% delle persone tra i 35 e i 49 anni passa più di nove ore al giorno davanti a uno schermo. Nove ore, un'eternità giornaliera! Pensiamo alla settimana o al mese i numeri di questa piccola catastrofe! Se dormiamo otto ore, significa che un adulto su dodici passa quasi metà della sua vita sveglia dentro uno spazio che non esiste, virtuale. E non è solo una questione di tempo, ma anche di qualità. Secondo Audiweb (azienda che monitora l'utilizzo della rete in Italia dove ogni mese mostra i dati), a dicembre 2025 gli italiani online erano quasi 44 milioni, il 75% della popolazione. Navigano rete in media 2 ore e 37 minuti al giorno. Ma sorpresa delle sorprese. Chi sono i più grandi utilizzatori? Sono i 45-64enni, con 2 ore e 46 minuti al giorno di media. Le donne ancora di più, 2 ore e 47 minuti contro i 2 e 26 degli uomini. Siamo noi, gli adulti, a non staccare più gli occhi dallo schermo. Il Digital Report 2025 di We Are Social aggiunge un altro pezzo a questo scenario. Ogni italiano passa 5 ore e 39 minuti online ogni giorno, di cui 1 ora e 48 minuti solo sui social. TikTok da solo ci ruba quasi 30 ore al mese a testa. Facebook, che nelle narrazioni è il social dei boomer (significa indicativamente «essere datati» nel pensiero) quelli anziano che non sanno aggiornarsi, è usato ancora dal 77,5% degli italiani ed è al terzo posto tra le app preferite. Perché succede? Perché per i ragazzi i social sono ancora un gioco, un posto dove sparire, dove raccontarsi, dove giocare? Per noi adulti sono diventati l'ufficio, il bar, il mercato, l'agorà, lo spazio di aggregazione? Abbiamo trasformato ogni piattaforma in una vetrina e poi ci lamentiamo che tutto sembra finto e trasliamo questa cosa anche sui figli. E c'è un luogo che i ragazzi temono più di qualsiasi altro e che noi abbiamo creato: il gruppo WhatsApp dei genitori. E questo lo vedo anche io tutti i giorni avendo due figli adolescenti. È il posto più violento del web italiano. Lì non si parla di gite. Lì si gioca la reputazione di un figlio. Chi ha visualizzato e non ha risposto, chi ha messo la foto del pagellino, chi non ha ringraziato abbastanza, una sorta di gara, di competizione. I ragazzi hanno una regola non scritta: sotto la foto di un amico non si lascia mai un commento troppo lungo. Noi adulti facciamo l'esatto opposto, con papiri di complimenti che sono solo fame di essere visti. Il Censis lo dice in modo netto: il 63% degli italiani si sente molto o abbastanza dipendente dalle tecnologie digitali, e il 77,6% pensa che siano progettate apposta per creare dipendenza. Il 65,6% sente spesso il bisogno di disconnettersi. Lo sentiamo tutti. Ma non lo facciamo. Forse la vera educazione digitale non è insegnare ai nostri figli come si usa Instagram o qualche altro social. È fargli vedere che un adulto sa anche spegnerlo quell'aggeggio che si porta con sé, che genera ansia se no l'abbiamo tra le mani o con noi. Lasciare il telefono fuori dalla camera da letto, non postare quando si è arrabbiati, tenere un social per una sola parte di sé, non per mostrare la vita intera. Non sono regole per i ragazzi, ma regole per tutti. Sono regole che ci siamo dimenticati noi e che proiettiamo sui figli? Ecco, questi dati ci riportano alla realtà di ogni giorno e forse dovremmo ricordarci anche noi dell'utilizzo di questi aggeggi sociali.

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