Il vecchio custode cammina curvo, con la gamba zoppicante. Porta gli occhiali ed è sempre silenzioso. Lavora instancabile tra quella varechina che lo disgusta. Da piccolo ebbe un incidente perché ne bevve accidentalmente un po', finendo in ospedale... e ora ne ha la repulsione.
Il custode lavora lì, in quell'edificio, da molti anni. Deve lavorare per mantenere la sua famiglia; non si può licenziare e deve sopportare anche i soprusi del capo, ma, avendo un buon carattere, sopporta tutto con pazienza.
Un giorno, però, sbotta: il capo gli impedisce di andare a casa pur sapendo che sua figlia sta male e deve essere portata in ospedale. Questo lo fa infuriare moltissimo.
Poi si mette a piangere. Sa che quel lavoro è fondamentale per lui e per la sua famiglia... se abbandonasse adesso, il suo futuro sarebbe incerto. Così, con il cuore gonfio di rammarico e i sensi di colpa nei confronti della figlia, rimane a malincuore.
Il capo allora si pente e gli chiede perdono. Dal cofanetto escono dei fili colorati, che vanno a suggellare la fine dei rapporti ostili e la nascita di una nuova armonia.