Salta al contenuto principale
3.85k
Accessi
113
Pagine mese
287
Articoli letti
Editoriale
«L'8 settembre: giornata mondiale dell'alfabetizzazione»

«L'8 settembre: giornata mondiale dell'alfabetizzazione»

attualità
8 set 2026 3 min

Glimmo vuole celebrare una giornata importante: la giornata internazionale dell'alfabetizzazione. Istituita nel 1967 ci ricorda ancora oggi che milioni di persone non hanno diritto e accesso allo studio. Saper leggere e scrivere permette di essere liberi, consapevoli, capace di avere strumenti per la propria vita. Cerchiamo di capire quale è la situazione oggi a livello mondiale e aprire anche una riflessione sul mondo italiano e su quali possibili situazioni per i prossimi anni.

Non è solo saper leggere e scrivere. In realtà dietro a questo diritto c'è molto di più. È poter votare in modo consapevole, firmare un contratto di lavoro, aiutare un figlio con i compiti e comprendere anche, attraverso la lettura, anche il mondo che ci circonda. Azioni che quotidianamente facciamo ma alle quali spesso non badiamo. Per questo l'UNESCO, nel 1967, ha scelto l'8 settembre come Giornata Internazionale dell'Alfabetizzazione.Una ricorrenza che nel 2026 è più attuale che mai visto il numero impietoso che i dati ci offrono. Secondo l'ultimo rapporto UNESCO, nel mondo ci sono ancora 765 milioni di adulti che non hanno competenze di base di lettura e scrittura. Un adulto su sette. Questo significa che un numero enorme di persone non è in grado di leggere un testo, anche semplice, e ha altrettante difficoltà nella stesura, immaginiamo poi a compilare un curriculum vitae, una lettera di presentazione, l'utilizzo di software informatici. A questo dato dobbiamo aggiungere circa 250 milioni di bambini tra i 6 e i 18 anni non frequentano nessuna scuola. Ma alfabetizzazione oggi non significa soltanto scrittura. Vuol dire alfabetizzazione digitale, cioè l'utilizzo di un computer e dei vari programmi, l'acquisizione di nuove lingue per essere cittadini del mondo e molto altro.

«Garantire entro il 2030 che tutti i giovani e gran parte degli adulti, sia uomini che donne, abbiano un livello di alfabetizzazione ed una capacità di calcolo» cita l'obiettivo 4 dell'Agenda 2030. Questo lavoro sugli obiettivi lo si affronta anche a scuola aiutando i ragazzi a comprendere il valore della lettura e della scrittura, essere cioè alfabetizzati e competenti.

Il tema scelto per il 2026 è proprio: «Promuovere l'educazione multilingue: l'alfabetizzazione per la comprensione reciproca e la pace.» Anche in Italia la situazione non è particolarmente confortante. In Italia il problema non è l'analfabetismo totale, ma quello funzionale: un italiano su quattro fa fatica a comprendere un testo complesso, a distinguere una notizia vera da una falsa, a compilare un modulo online. È la nuova frontiera dell'esclusione e su questo purtroppo ci sarebbe da aprire un capitolo intero su tutti i dispositivi tecnologici che non aiutano i giovani, ma si sostituiscono nel processo di apprendimento e di critica di fronte a notizie ed eventi. I dati Invalsi del 2025 (su 2,5 milioni di studenti testati) ci dicono che il 48% dei ragazzi al raggiungimento del diploma non raggiunge le competenze di base nella comprensione di un testo. Stiamo andando nella direzione giusta col mondo tecnologico o stiamo permettendo proprio a questo mondo di renderci sostituibili e vulnerabili? Se non sono in grado di fare una cosa c'è chi lo fa per me: legge per me, scrive per me, pensa per me. Pensiamoci! L'8 settembre non è quindi una celebrazione, è un promemoria su quanto ci sia ancore lavoro da fare per tutti. Senza parole non ci sono diritti. Senza capacità di leggere il mondo, non si può cambiarlo. Come ricordava l'UNESCO alla sua istituzione: l'alfabetizzazione è un diritto umano fondamentale che apre la porta a tutti gli altri diritti. Senza questo diritto non c'è accesso al resto.

Commenti

Nessun commento ancora. Sii il primo a commentare!