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«Da novella a racconto: il cambio di paradigma»

«Da novella a racconto: il cambio di paradigma»

Attualita
9 set 2026 2 min

Da fine Ottocento ai primi del Novecento si è passati da una narrativa novellistica a un mondo di racconti che oggi pare ridestarsi dalla sua crisi. Riflessioni sul tema e su un cambiamento che oggi sembra essere in corso.

Fino a cent'anni fa non esistevano i «racconti», ma c"erano le novelle.

La novella era spesso una trasmissione orale di una storia o di un avvenimento. Veniva da novella, nuova notizia. Boccaccio scriveva novelle perché portava notizie del mondo, e il mondo era fatto di beffe, di miracoli, di donne furbe. La novella doveva stupire, impressionare. Doveva avere anche una morale, il colpo di scena. Qualcosa di molto diverso dal racconto attuale.

Poi è arrivato il Novecento e la parola per definire quel testo breve è diventata imbarazzante, poco modaiola. In un mondo che cambiava velocemente come l'arrivo della Belle Epoque, la rivoluzione dei costumi e la nascita qualche decennio prima della borghesia hanno stravolto tutto. Le avanguardie dell'epoca hanno ribattezzato il termine «Novella» dal sapore scolastico e ingiallito a un più audace raccontare. Gli scrittori hanno iniziato così a chiamarlo «Racconto» che deriva proprio da to recount, cioè raccontare. Questo nuovo «neologismo» aveva il sapore meno canzonatorio, più breve, più americano, più serio. Verga ha smesso di fare novelle e ha fatto racconti. Da Novelle rusticane a Vita dei campi il passo è piccolo, ma il nome cambia tutto.

La novella spiega. Il racconto mostra.

La novella ha l'intreccio, l'inizio e la fine. Il racconto può permettersi di non finire mai. Carver chiude nel mezzo di una frase. Mansfield chiude mentre una ragazza sta ancora ballando. La novella non poteva farlo, doveva chiudere il cerchio, dare la notizia di cui era portatrice. Sì, il racconto si permette elementi stilistici non concessi alla classica tradizione novellistica.

Per questo gli editori oggi non amano la parola novella e pregeriscono la parola racconto. La novella è chiusa, il racconto è aperto. E noi oggi, in questa modernità liquida, viviamo aperti, a metà, distratti da quel mondo che ogni giorno ci ammalia e ci educa coi suoi colori e le sue forme.

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