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Perché Italo Calvino è più attuale che mai in un mondo di fake news

Perché Italo Calvino è più attuale che mai in un mondo di fake news

attualità
19 set 2026 4 min

A 40 anni dalla morte, il 19 settembre 1985, Italo Calvino è più attuale che mai. Dalle «Lezioni americane» al fantastico «Il barone rampante», ci insegna leggerezza ed esattezza per resistere ad algoritmi all'intelligenza artificiale e al sovraccarico digitale. Ecco perché rileggerlo oggi è necessario e fortemente attuale.

Italo Calvino è stato il mio primo amore narrativo. Quello che mi ha insegnato ad amare la letteratura in modo profondo, sincero. Conservo ancora quel libro che a diciassette anni avevo comprato in una piovosa serata poco prima di cena mentre andavo alle scuole superiori, al serale. «Il barone rampante», editto da Mondadori col dorso azzurro sta ancora nella mia libreria. Subito dopo quelle pagine illuminanti tutti gli altri. In una settimana avevo letto buona parte dei suoi lavori. Letti? Divorati. Quei libri li conservo gelosamente ancora a distanza di oltre trent'anni. Ma cosa ci insegna oggi questo autore? Sì, perché leggere Calvino oggi?

Calvino ci ha lasciati il 19 settembre 1985 e per comprenderlo dobbiamo partire, proprio come abbiamo fatto con Pasolini in un articolo precedente, dalla nostra più stretta attualità. Oggi noi viviamo nel tempo dell'intelligenza artificiale, dei video generati in un secondo da qualche diavoleria tecnologica e siamo costantemente immersi nel sovraccarico di informazioni. Tutto e subito è l'imperativo del mondo moderno. Cosa può dirci ancora un autore che scriveva a macchina, che correggeva a mano i suoi dattiloscritti? Può dirci tutto, perché aveva già capito il virus che ci avrebbe infettato. Negli ultimi mesi della sua vita Calvino stava preparando le «Lezioni americane», le conferenze che avrebbe dovuto tenere ad Harvard. Aveva scelto cinque parole per salvare il millennio che stava arrivando: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità. Quel lavoro purtroppo non le finì mai.

Ma quelle cinque parole sono oggi un manuale significativo manuale di sopravvivenza perché ci offre ancora spunti e spiragli di riflessione. La prima parola è leggerezza è imparare a guardarlo di sbieco, con intelligenza e ironia. È un atto di libertà, una scelta che ancora oggi possiamo esercitare. Poi c'è l'esattezza. Oggi possiamo chiedere a una macchina di scriverci qualsiasi cosa in pochi secondi come se l'umano non fosse più in grado di produrre testi di valore e di spessore coinvolgendo anche la propria capacità critica. Calvino su questo tema ci ricorda che scrivere non è aggiungere qualcosa, è togliere. È come temperare una matita,, elimini il legno inutile all'esterno della mina finché non appare la punta vera che è poi quella che ti serve per scrivere, per lasciare traccia su un foglio. In un mondo di parole vaghe e vuote, di fake news continue che ci bombardano, di discorsi che non dicono nulla, di annunci e proclami, di una politica roboante è necessario cercare la parola giusta, il gesto etico. È l'unico modo per dire la verità andando a ricercarla fra mille anfratti che oggi la rete ci offre. E poi c'è lo stupore di accorgersi che Calvino aveva già inventato il nostro presente ben cinquant'anni fa. Nei primi anni Settanta, ne «Le città invisibili», descriveva città fatte solo di reti, di fili, di scambi invisibili che tengono insieme le persone. Non aveva mai visto internet, eppure l'aveva già raccontato meglio di noi. Ci aveva in qualche modo già parlato dei social, di un mondo virtuale e immediato in cui oggi viviamo. Infine c'è il suo eroe più amato, Cosimo, nel suo capolavoro «Il barone rampante» che per me è stato un protagonista indiscusso della mia adolescenza. A dodici anni sale su un albero e decide che non scenderà più. Non lo fa per fuggire dal mondo, lo fa per vederlo meglio da lassù. Sì, un cambio di prospettiva, un nuovo modo di vedere e di interpretare ciò che lo circonda. Sì, una scelta forte e radicale se volete, ma libera. È l'immagine più attuale per un ragazzo del 2026: non serve un altro tutorial su come stare sui social, serve il coraggio di salire su un albero e cambiare prospettiva. Un nuovo modo per uscire dal coro dell'unanimità e dell'anonimato. Sì, Calvino è proprio così, ti permette di uscire dal mondo a volte omologato in cui questa modernità ci ha relegato.

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