Son passati 5 mesi da che si lavora a casa
che ora di tecnologia sembra quasi tutta invasa
La mattina deve esser tutto quanto bello e pronto
fino quando al pomeriggio la mia postazione smonto
Se non va la linea a casa ecco arriva il cellulare
che collego al mio PC per riuscire a lavorare
Poi mi serve la stampante, perché c’è quel documento
che anche l’era digitale vuole pronto sul momento
In agenda la riunione, che se tutto va a dovere
ci permette in video e voce di aggirare le barriere
Ed è qui che per mezz’ora non importa quanti siamo
è un continuo “io ti sento, tu mi senti? ti richiamo”
Si riprova nuovamente e riparte la canzone
“io ti sento, tu mi senti?” ecco il nuovo tormentone
Cerchi allora di spostarti forse lì si prende meglio
ecco un timido segnale, come uno appena sveglio
Ma la cosa regge poco e smadonni in aramaico
devi resettare tutto perché il video è un gran mosaico.
Quando non c’è soluzione una cosa ormai ho imparato
devi spegne e poi riaccende, tutto quello che hai comprato
Quindi provi, e a bassa voce aggiungi pure una preghiera
e ti chiedi se ogni volta devi fare a sta maniera
Per fortuna è andata bene, quei minuti di riposo
hanno sistemato tutto ma rimani un po' nervoso
Perché tanto già lo sai e ti sbrighi a riparlare
“io ti sento tu mi senti?” sta lì lì per ritornare
E anche oggi si è risolto, tutto quanto si è concluso
la tecnologia ti aiuta ma alle volte ne esci fuso
Il telefono mi squilla, ma che bello è la mia mamma
le rispondo ma poi tremo, sento che è in arrivo il dramma
Il segnale non è buono è abbastanza disturbato
“io ti sento tu mi senti?” è di nuovo lì in agguato
Oggi proprio non è aria, tutto quanto si rivolta
quasi quasi me rimpiango i bei tempi de 'na volta...
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Commenti
1
V
Vanessa
Poesia ironica e vera. Hai scritto il tormentone ufficiale dello smart working "io ti sento, tu mi senti?"
Complimenti!