Luca e Nadia si erano ritrovati in quella casa come tutti i martedì. Quegli incontri erano sempre carichi di tensione e desiderio. Lei, con i capelli corvini che le cadevano morbidi sulle spalle, gli orecchini che non toglieva mai e un blazer rosso scuro che esaltava la sua sfrontatezza. Lui, completo nero, cravatta e quel tocco retrò dato dalle bretelle che lei aveva sempre adorato. Portava i capelli leggermente lunghi sulla sommità della testa, dove Nadia affondava le sue lunghe dita nei momenti di passione.
Erano sei mesi che avevano iniziato a rivedersi. Erano stati sposati per 10 anni, poi, come a volte accade, le loro strade si erano divise, ma si erano lasciati in buoni rapporti.
Dopo quasi 5 anni, si erano incontrati in un bar del centro e qualcosa era scattato tra loro.
Ora erano entrambi impegnati in una relazione e non era il caso di rivangare il passato. Ma si sa, a volte il desiderio è più forte della ragione. Dopo un paio di incontri al bar, iniziarono a vedersi nell'appartamento dell'amica di Nadia; le aveva lasciato le chiavi, per controllarlo mentre era via.
Però dopo un po', oltre al desiderio si ripresentarono anche i vecchi problemi. Luca non era innamorato della sua ex, come del resto era sicuro che non lo fosse nemmeno lei. Quello che li aveva riavvicinati era la grande complicità che avevano sempre avuto a letto, ma che non era bastata a tenerli insieme. E quel martedì Luca era andato all'appuntamento per dirle che dovevano finirla lì. Lui amava la donna con cui stava, e non voleva continuare a tradirla solo per un capriccio. Nadia non prese bene la decisione di Luca. Era vero, nemmeno lei era innamorata, ma lo voleva e non tollerava che lui smettesse di vederla. Luca le disse che era proprio quella possessività che non sopportava, e che era stata una delle cause della loro separazione. Ma mentre parlava, Nadia gli si avvicinò per fargli cambiare idea con l'unica arma che ancora aveva a disposizione: la seduzione.
Afferrò la cravatta tirandolo verso di sé; con l’altra mano, cercò di togliergli la giacca e gli si avvicinò pericolosamente, palesando le sue ovvie intenzioni. Luca, colto di sorpresa, le bloccò la mano, e la respinse senza però allontanarsi; la sua espressione era un misto di stupore e desiderio. Fu un interminabile gioco di sguardi e di gesti che denotavano un legame profondo. Erano due persone legate da un passato complicato, un'ex coppia che si ritrova in un momento di rimpianto a rivivere un'illusione che non avrebbe avuto un vero futuro. Per Luca era chiaro che non era un nuovo inizio, non si amavano e quegli incontri furtivi non avrebbero portato a nulla. La loro storia era legata al passato e li doveva restare. Dopo un momento di silenzio e di sguardi intensi, lui abbassò la mano allentando la presa, lasciando che la tensione tra loro si dissolvesse. Nadia, con un sorriso sfuggente e amaro, indietreggiò, lasciando spazio alle parole non dette. Non si baciarono, non si abbracciarono, si scambiarono solo un lungo sguardo; non ci fu bisogno di dirsi addio, i loro occhi avevano già chiarito tutto. Luca si rimise la giacca e lasciò l'appartamento. Nadia rimase ancora lì, solo per respirare ancora il suo profumo nella stanza. Poi uscì chiudendo la porta per l'ultima volta, portando con sé i ricordi di quegli ultimi incontri e la consapevolezza della scelta fatta.
Ogni inizio fa paura: insegnare a scrivere partendo dall'incipit
di Margherita Corradin